Ass. Donne Geometra – Rischio sismico, distanze tra edifici e sopraelevazioni: il punto del Tribunale

Si pubblica l’informativa dell’Associazione Nazionale Donne Geometra – Rischio sismico, distanze tra edifici e sopraelevazioni: il punto del Tribunale

Rischio sismico, distanze tra edifici e sopraelevazioni: il punto del Tribunale

Il Tribunale di Roma si è pronunciato in materia di verifiche strutturali e distanze edilizie.
In particolare, per quanto riguarda la staticità degli edifici, ha disposto che, in base alle norme tecniche sulle costruzioni entrate in vigore il 1° luglio 2009, non sono obbligatorie le verifiche strutturali sugli edifici esistenti a meno che non si sia in presenza di danni o evidenti sintomi.

Nel caso di edifici costruiti in assenza di concessione edilizia ritiene che: “Il principio della prevenzione, secondo cui il proprietario che costruisca per primo è libero di farlo finanche sul confine, con la sola avvertenza che, a seconda della scelta da lui operata, il vicino avrà a disposizione nell’edificare una serie di alternative alle quali il preveniente dovrà a sua volta sottostare, opera anche nel caso in cui la costruzione del preveniente si stata realizzata senza la prevista concessione edilizia, essendo essa volta solo alla regolamentazione dei rapporti tra i privati e P.A. e non tra i privati”.

Le distanze in edilizia

La disciplina legale delle distanze nelle costruzioni, contenuta negli art 873 e ss. del codice civile è preordinata alla tutela di interessi privati individuati nella pretesa, riconosciuta a ciascun proprietario di un edificio, di godere di sufficiente veduta e di luce, nonché alla tutela di interessi generali, volti ad evitare la creazione di intercapedini tra fabbricati ritenute dannose dal punto di vista di igiene e sicurezza.
Sul punto in esame, la recente giurisprudenza, ha avuto modo di precisare che lo scopo delle distanze legali non è, dunque, quello di far sopportare in parti uguali ai confinanti il sacrificio (consistente nel lasciare una parte di fondo inedificata) comportato dallo spazio che per legge deve necessariamente intercorrere tra due costruzioni sorgenti su fondi finitimi (che non siano aderenti o unite).

La vera ragione delle norme in questione è quella di evitare che tra le costruzioni vicine si creino intercapedini che, per la loro esiguità, risultano essere pericolose sotto il profilo dell’insalubrità nonché dell’ordine pubblico.
Su tale assunto si fonda il principio della “prevenzione” secondo cui il proprietario che costruisce per primo è, in linea di principio, libero di farlo anche sul confine, con la sola avvertenza che, a seconda della scelta da lui operata, il vicino avrà a disposizione nell’edificare una serie di alternative alle quali l’altro dovrà a sua volta sottostare (può avanzare pagando il valore del suolo, costruire in appoggio, pagando la metà del valore del muro ex art 875 cc o in aderenza es art 877 cc.).

Il suddetto principio di prevenzione opera anche nel caso in cui la prima costruzione sia stata realizzata senza la previa concessione edilizia, in quanto questa attiene solo alla regolamentazione dei rapporti tra i privati e la pubblica amministrazione.