Ass. Donne Geometra – Istat: abitazioni deprezzate dell’8% fra 2011 e 2016

Si pubblica l’informativa dell’Associazione Nazionale Donne Geometra – Istat: abitazioni deprezzate dell’8% fra 2011 e 2016

Tra il 2011 e il 2016 il valore dello stock di abitazioni si è deprezzato dell’8%. È quanto emerge dal report dell’Istat “La ricchezza non finanziaria in Italia. Stima del valore delle principali attività non finanziarie per settore istituzionale. Anni 2005-2016”.

Le fonti a disposizione per la valutazione dello stock di immobili non residenziali permettono di stimarne il valore soltanto a partire dal 2005.

Nel periodo 2001-2016, il valore nominale dello stock di abitazioni è cresciuto del 76%, passando da 3.268 a 5.738 miliardi. Il tasso di crescita è stato particolarmente sostenuto sino al 2008, con un incremento medio annuo del 9%.

Tra il 2008 e il 2011 la crescita è stata più contenuta (+1,6% in media d’anno) ma ha portato il valore dello stock abitativo a un picco pari a quasi il doppio rispetto al livello registrato nel 2001. La discesa dei prezzi, registrata sul mercato immobiliare residenziale a partire dal 2012, ha indotto una riduzione del valore medio delle abitazioni e la conseguente contrazione del valore della ricchezza abitativa che nel 2016 risulta inferiore dell’8,1% rispetto a quella del 2011, con una variazione media annua di -1,7%.

Lo stock di immobili non residenziali è molto eterogeneo nella sua composizione, includendo immobili a destinazione commerciale e produttiva e uffici. Tali immobili possono essere sia strumentali, ossia utilizzati dalle imprese per l’attività di produzione, sia detenuti a scopo di investimento.

Il valore complessivo dello stock di immobili non residenziali ha registrato una crescita sostenuta tra il 2005 e il 2008, con un incremento medio annuo del 7,3%; la dinamica ha rallentato nel periodo 2008-2011 (+1,9% medio annuo) e ha segnato un’inversione a partire dal 2013. Il valore degli immobili non residenziali è diminuito nella media del periodo 2011-2016 dell’1,5% medio annuo; nel 2016 il calo è risultato consistente (-1,9%).

Le quote maggiori del valore degli immobili non residenziali sono possedute dalle Società non finanziarie (55% nel 2016) e da Famiglie e ISP (circa il 30%). Le unità immobiliari di proprietà di questo ultimo settore includono sia immobili detenuti dalle piccole imprese, per fini strumentali all’attività produttiva, sia immobili non residenziali di proprietà delle famiglie dati in locazione: si tratta prevalentemente di uffici, studi e negozi.

Si allega il Rapporto dell’Istat

Istat-Ricchezza-non-finanziaria-Statistica-report.pdf